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L'innovazione traina il Made in Italy alimentare

Data di aggiornamento: 20-10-2011
Dalle statistiche dell’Istat risulta che, nonostante la crisi, a differenza della media, il comparto alimentare ha tenacemente protetto i propri occupati, registrando nel biennio 2009-2010 tassi di espulsione addirittura inferiori agli standard pre-crisi, con 55.000 aziende e 392.000 addetti quarto settore italiano e catalizzatore del 13% del manifatturiero. Sarà per questo che Cibus Tec 2011 è iniziata ieri sotto il segno dei grandi numeri, nel format nuovo della presente edizione che archivia la tradizionale frequenza biennale per farsi triennale (prossima tappa nel 2014). Al via dunque il salone della tecnologia al servizio dell’industria alimentare, ma innovare paga? La risposta, sollecitata dal tema stesso del convegno e sviscerata dalle «slide» confezionate da Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche economiche dell’Istat, è sì.  "Durante la fase di espansione che corre dal 2001 al 2008 - spiega il funzionario dell’Istat - le imprese innovatrici hanno registrato un impatto positivo sia sull'occupazione, al +20% rispetto al 6% di chi non è ricorso a processi innovativi, sia sulle esportazioni, cresciute del 34,2%, mentre la percentuale si è fermata  al 10,2% per chi non ha innovato".  Discriminanti quindi la fede nella tecnologia ma anche il supporto di un partner finanziario di esperienza, quel valore che il gruppo Cariparma Crédit Agricole, in patria leader dei mercati agricolo e agroalimentare, può a pieno titolo garantire al mondo imprenditoriale.  Secondo Carlo Piana, responsabile della Direzione centrale imprese e corporate di Cariparma, è in «innovazione, sviluppo sostenibile e apertura a nuove economie che risiedono le premesse di un futuro roseo». Per Piana anche l’orgoglio di citare la collaborazione con John Deere e la funzione del fondo di private equity CA Agroalimentare.  Da Annalisa Sassi, presidente dei giovani imprenditori di Federalimentare, giunge infine un prezioso contributo di cifre italiane ed europee che confermano appieno le qualità anticicliche e calmieratrici del settore. La giovane imprenditrice ha anche  illustrato la piattaforma tecnologica di «Italian Food for Life».
Fonte: GazzettadiParma.it