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DATI UNIONCAMERE, RIPRESA E PREVISIONI

Ripresa lenta ma possibile per la Basilicata nel triennio 2006-2008. Lo sostiene il Centro studi di Unioncamere con la collaborazione dei ricercatori di Prometeia nel quadro degli "Scenari di sviluppo delle economie locali italiane 2005-2008" . Per la Basilicata è indicato una crescita del prodotto interno lordo per il 2006 pari all’ 1,8 per cento che si attesterebbe sull’ 16 nel 2008. Percentuali di crescita del 2 per cento sono indicate per la domanda interna nel 2006. Le spese per i consumi delle famiglie segneranno l’ anno prossimo una percentuale dell’ 1,4 per cento, gli investimenti fissi lordi del 4,3, quelli per macchinari e impianti del 4,6 e per costruzioni e fabbricati del 4 per cento. Resta in negativo, ma comunque in diminuzione il deficit per le importazioni di beni dall’ estero (-8,1 per cento) e quello per l’ export pari al - 4,3 per cento. La tendenza al miglioramento, pur col segno meno, è confermata fino al 2008 con valori per le esportazioni pari al -4,1 per cento e al -2,2 per cento per le esportazioni. Sul piano occupazionale il Centro studi di Unioncamere indica una variazione percentuale delle unità di lavoro da + 0,8 per cento a + 1 per cento il triennio 2006-2008. Dati differenziati nello stesso periodo per i singoli settori : agricoltura ( da -0,5 a +2 per cento), industria (da +0,5 per cento a +1 per cento), costruzioni (da+ 1,8 a - 0,6 per cento) e servizi ( da + 0,9 a + 1,5 per cento). Il tasso di occupazione generico è dato in crescita nel 2006 con il 33,5 per cento (+ 0,4 rispetto al 2005) fino al 34,1 del 2008. Stazionario nel complesso il tasso di disoccupazione che passerebbe nel triennio dal 12,7 per cento (uguale a quello del 2005( ai 12, 6 del 2007) e quello di attività dal 38,3 ( il 38 per cento lo scorso anno) al 39,0 per cento del 2008. La Basilicata con il dato positivo del prodotto interno lordo (+1,8 per cento) è indicata tra le poche regioni, insieme all’ Emilia Romagna, alla Campania, al Friuli Venezia Giulia, alla Toscana, Veneto e Puglia che concorreranno alla ripresa del sistema Paese, grazie alla ripresa del commercio estero (+ 3 per cento) e degli investimenti (+2,3 per cento). R esteranno stabili i consumi delle famiglie ( dal + 1 per cento del 2005 al + 1,1 del 2006) mentre crescerà sia pur di poco l’ occupazione passando dal + 0,4 per cento del 2005 al + 0,6 del 2006.
 
Risultati che hanno indotto il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, ad analizzare con ottimismo i segnali di ripresa della nostro sistema produttivo. " L’ economia italiana chiuderà l’ anno con un segno positivo -ha commentato Sangalli- ma soprattutto con la concreta aspettativa di accelerare progressivamente il passo nel 2006, per conseguire una crescita più sostenuta che stimiamo intorno all’ 1,5 per cento. I segnali che rileviamo sono significativi, perché indicano che la crescita del prossimo anno si baserà in particolare su un nuovo rigore del commercio internazionale, una voce che negli ultimi anni e per diversi fattori ( dall’ accresciuta concorrenza dei Paesi asiatici, all’ aumento del prezzo delle materie prime, all’ apprezzamento dell’ euro) non ha certo favorito il nostro made in Italy. Come è anche positiva - ha concluso il presidente di Unioncamere - la spinta dettata dalla ripresa degli investimenti che per il 2006 stimiamo intorno al 2,3 per cento, un elemento fondamentale perché il miglioramento del quadro economico dei prossimi mesi possa riflettersi positivamente nel medio e lungo periodo’’.
 
E alla ripresa guarda e lavora la Camera di commercio di Matera che ha rafforzato strumenti, programmi e azioni di coinvolgimento territoriali con enti e forze imprenditoriali, alla luce dei contenuti del bilancio di previsione e della relazione programmatica 2006. " Prendiamo atto delle previsioni positive di Unioncamere per la Basilicata nel 2005 - ha detto il presidente Domenico G. Bronzino. Sono per noi uno stimolo a rafforzare impegni e programmi, pur nella consapevolezza che occorre l’ impegno di tutti a livello locale per attivare risorse e processi in grado di far recuperare competitività a settori, come il mobile imbottito, l’ ortofrutticolo e l’ agroalimentare, che negli anni avevano acquisiti risultati positivi sui mercati. Lo stesso vale per l’ industria, l’ artigianato, il commercio e il turismo, che può contribuire con investimenti e politiche adeguati a spostare sul segno positivo i dati dell’ economia lucana e materana in particolare. Occorre una azione forte a livello locale, di concertazione, che coinvolga il governo centrale e l’ Unione Europea per difendere le peculiarità del made in Italy, che in Basilicata e in provincia di Matera vanta esempi concreti per qualità e appetibilità’’.
 
 
 
Matera 19 dicembre 2005                                        
L’addetto stampa
Francesco Martina
 
Data di pubblicazione: 14/07/2011
Data di aggiornamento: 14/07/2011

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